A volte sentiamo silenzi che non abbiamo direttamente conosciuto. Giochiamo con bambole di pezza, mai avute in dono, eppure confidenti di segreti che non ci appartengono. A volte feriamo con armi che non abbiamo mai impugnato. O sentiamo tagli netti in punti in cui la pelle pare integra. Eppure qualcuno ha tagliato. Esistono paure di vuoti sui cui crinali nessuno ci ha abbandonato, né spinto. Fobie di distruzioni in una vita di costruzioni. Terrori di furti in proprietà che che non sono state, in apparenza, violate. Ci sono animali impauriti e istinti alla fuga che non ci appartengono, eppure fanno scalpitare zoccoli interiori. Esiste un posto, (forse è lo stesso, chissà?) in cui si hanno fantasie nitide di luoghi, mai veduti. Se ne potrebbe descrivere nel dettaglio la consistenza dell’aria, l’odore del vento, la temperatura della sabbia, l’anatomia delle sorgive. Esistono desideri che nascono già esperti nel cuore principiante. Aneliti densi di perizie mi...
Passeggiavo tra rovi di velluto e rose odorose. Mio padre aveva scritto il copione. Mia madre consegnato le parti. Avi silenziosi tacevano in petto, privati della voce e del mio rispetto. La paura tracciava lunghi sentieri di pietra e innalzava muri di piombo. Camminavo tra rovi di velluto e rose odorose, ortiche spinose e giunchi di fiume. Ma, in nessun fiume mi ero mai specchiata, Nessuna ferita avevo davvero medicato. Il dolore , serpente scaltro, sa strisciare sottopelle e anestetizzare col suo veleno. Morde solo se guardato. Non ho ucciso mio padre e mai liberato mia madre, schiava di guerra, altra stirpe. Ho lasciato prendessero me, i predatori. Mi sono consegnata al Destino. Nessuno me lo aveva chiesto . Non piangevo nelle notti di violenza, convinta che quello fosse il godimento . Non ululavo alla luna, perché lo sguardo miope mi impediva di distinguerla dalle altre stelle. Non ho tolto le catene ai polsi, persuasa che fossero i gioielli regali della mia tribù. Ecco il Fa...