Oggi il vento ha spezzato il pomodoro, piegato le margherite, incurvato i narcisi. Ha seccato la rosa, spetalato la bulbosa gialla, Abbattuto il cactus dalla corta radice. Ha portato freddo. Ha cambiato l'umore. Ha ricordato l'esistenza della gola. Reso difficile il volo all'uccello. Ma ha pure agitato bandiere di preghiere portate, dunque, più lontano di quanto non accada nei giorni di sole, di pioggia o di nebbia. Ha disseminato pollini come coriandoli di mille feste pagane. Ha scosso gli alberi e tutti gli animali pelosi. Ha sollevato la polvere e ricordato le lacrime agli occhi. Ha ululato Rombato. Vorticato. Spaccato piatti interiori Ha dato cefalee agli emicranici. Otiti ai sensibili. E paura al calabrone. Ha asciugato i panni e disperso il profumo di una sensazione antica, custodita da tempo in un angolo del cuore. ph d'archivio
Soffia tenue il vento. Danzano i fili d'erba. Fioriscono i tetti della città. La bruma è lontana. Il Duomo s'inginocchia al cospetto dello Stupore del giorno, come un cavaliere che ha conosciuto il mondo, servo fedele . Volteggiano petali nell'aria verso la terra che da sempre custodisce segreti, corpi e fantasmi. C'è molta vita attorno E bisogno di silenzio Perché nulla vada perduto . S'invola il fragile rapace. Sbocciano narcisi, muscari, anemoni e bucaneve. L'aria sa di salmastro, ma anche di ghiaccio e di fuoco, di cenere e di brace, di sere piovose. Autunno è già ricordo, come lo è Inverno , ora che Primavera racconta di loro. Attende, invece, Estate . Di lei non può parlare. L'aspetta, come una sposa sulla soglia. "bouquet" ph 21 marzo '26 https://open.spotify.com/track/7A3Ko3ztK5zBqEwN7w8luM?si=v7EnGaK7TKuQ1_rHMRgdNA