È la marea. L'acqua cinge l'antro di roccia, in un abbraccio di pienezza. Sciaborda. Accade di notte. La luna richiama a sé le molecole di acqua e sale in una danza di ventri marini. Tutto ribolle nelle profondità della terra. I pesci si destano dal sonno degli abissi. Le stelle si scuotono in distanze siderali. È la marea. Il cuore si gonfia di storie antiche. Trasudano poesie di vento dai ventricoli inzuppati di iodio. Pesci d'argento guizzano fuori dal petto in richiami cosmici di libertà ed istinto. È la marea. Furioso diguazzare in antri di esistenze, tra spigoli di roccia, cui si aggrappano molluschi sferzati dalla furia delle onde. È la marea. Eccitazioni cosmiche in cosmici richiami. All'alba, resterà soltanto la vaga percezione della sinfonia degli elementi. Non si ricorderanno le note. Sulla pelle, una profonda nostalgia. Sulla spiaggia, qualche osso di seppia. ph 2024
Siamo cielo. Coltre bianca, d'impalpabile fattura, quando ciò che serve è che migrino gli uccelli interiori che tremano al freddo dell' inverno . Siamo cielo. Nuvole di passaggio su una confusione che non trattiene più . Siamo cielo. Percezione surreale di microparticelle, riflessione di una luce più grande, che colora con pennellate d'azzurro, eppure resta invisibile . Siamo cielo. Un'alba ancora umida del sudore di certi sogni e della rugiada dissetante di certi altri. Siamo cielo. Tramonti come preludi di serotini passaggi dalla luce al buio. Virate quotidiane verso l' oblio . Esigenze del vivere. Del poter anche dimenticare. Siamo cieli. Cupi e notturni. Squarci di luce improvvisi. Uggiosi drappi colmi di acque autoprodotte. Vapori di mari dolci. Puntinature di stelle cucite a profondità differenti. Abissi verticali in altezza. Materiale spaziale. Gravità di nuvole. Poesie sussurrate senza voce e senza parole su soglie di nuova percezione ...