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Vulcano. Lezione elementare


Ribolle nelle viscere il magma incandescente,
da sempre contenuto nelle profondità del sottosuolo.

Di fuoco è il grembo della terra.
Scalda le zolle in superficie.
Fornisce tepore all'erba dei prati.
Dà buona temperatura ai pesci del mare,
ma, dentro trema di tensione. 
Solo un involucro di pietra e ferro impedisce l'esplosione.

È quando la bocca si serra che l'antro si gonfia di gas, perché solo ciò che non si vede è davvero esplosivo.

Allora la pressione può superare contenimenti millenari.

Allora acute esigenze possono pulsare e rimbombare lungo una linea del tempo che ha cronicizzato se stessa.

È l'eruzione

Paradigma di ogni non docile trasformazione del paesaggio.
Espressione di antigravitazionali bisogni.

Allora cola la lava incandescente sul fianco della montagna che credevano morta.
Semina paura,
genera ceneri di possibili future rinascite,
scioglie rocce nodose,
fonde sassi 
brucia sterpaglie, 
mette in movimento pigre forme di vita che migrano di fronte alla possibilità di una distruzione definitiva.

Io sono il vulcano
scheletro di sassi
fianchi di roccia
grembo di pietra
contenuto di fuoco.
Brucio.
I piedi poggiano sul centro della terra, nucleo di mare.
Dalla bocca sommitale scruto il cielo

Solo Amore può serrare i tuoi pregressi usci di sopravvivenze ed innalzare le temperature oltre il punto di fusione.
È allora che il silenzio secolare si può trasformare in lava incandescente e
scorrere lungo i crinali cambiando conformazione al paesaggio.

Credo nel potere della materia che cambia consistenza e sfida gravità.
Credo nei grembi di fuoco.
Credo nella lava d'amore che scioglie pietre aguzze e dona libertà liquide 

 (Horti Borromaici, Pavia)