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PIN-OCCHIO (il terzo)


Da un pezzo di pino che sapeva di muschio e tabacco m'ha fatto il mio babbo.
Il naso lungo mi fa difetto.
È adunco e sgraziato.
Da un corvo sembra copiato. 
Un parto maschile mi ha generato,
di notte sono stato plasmato, 
in un impulso creativo ed istintivo.
Una ossessione o un rovello 
finiti, di certo, nello scalpello.

È così che son venuto al mondo. 
La materia si è scomodata e una forma è stata abbozzata.
Oggi vivo, improvvisando, cercando di barattare questo legno con qualche fibra muscolare.

Sulla mia corteccia, ho già capito che
la Fata non è turchina, piuttosto grigia e rigidina.
Mi ricatta, è presuntuosa, arrogante, irrispettosa.
Mi punisce con i fatti, usa poco la parola, non mi ascolta e non pazienta.
Lei ha un unico obiettivo: rispecchiarsi nel suo prodotto che sia perfetto, nessun difetto. Non le importa la mia natura, che son di legno, altra fattura.

Il grillo poi è davvero limitato: divide i fatti in giusto e in sbagliato.
Dicotomico il suo pensiero: tutto bianco o tutto nero. 
Non conosce sfumature, men che meno sbavature.
È minuscolo e fastidioso. Tanto semplice quanto presuntuoso. 

Gatto e volpe sono artisti e poeti, sono soli e visionari, grandi attori dell'assurdo, san cos'è la vita vera, il lato oscuro, la miseria. Cercano la loro dimensione, tra imbrogli e autocommiserazione. Ma più di tutto ambiscono alla soddisfazione che poi è la vera, unica, grande tensione.

Lucignolo è mio amico, raglia al mondo il suo difetto, d'esser nato come me, di materia non plasmata, primitiva, poco raffinata. 
Ma e' simpatico e corretto, fragile, imperfetto. 

Mangiafuoco è il mio maestro. 
L' analista senza il letto. 
Da lui ho imparato cos' è il rispetto. 
In lui c'è la fantasia, il sogno, l'arte, la poesia. Lui da' vita all'illusione, conosce il dramma, la passione. 
Sa cos'è la tragedia, la rinascita e l'ascesa. Perché lui sta in ogni marionetta, in ogni storia, in ogni disdetta. 

Ed infine la balena, forse un utero o un imbuto, dove rinasco già cresciuto. 
Ritrovo pesci e robavecchia, è una discarica perfetta. 
Dentro c'è ogni cosa, ogni forma, ogni pensiero, ogni incubo e desiderio. 
Ci son cassetti e scrivanie, libri, parole, fantasie. Ci sono volti e rughe vecchie, ma anche i sogni in quei cassetti. 
La candela e la sua scia, il fumo sale ed è poesia. 
C'è una storia, mille storie, c'è Geppetto che ora è vecchio, senza più neanche un difetto. 
Ci son le madri e le maree,
Ci sono i figli (fatti di latta e di cemento
 o di un miscuglio di legno, sale e vento?)
C'è vetro, plastica e cartone. 
Virus e muffe in autogestione,
C'è ogni cosa in naturale evoluzione.

Tra poco arriva l'onda giusta e con quella, se riesco, esco, dalla pancia della balena, inzuppato ma rigenerato.

                      (Scattata 02022020 home)


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