Passeggiavo tra rovi di velluto e rose odorose. Mio padre aveva scritto il copione. Mia madre consegnato le parti. Avi silenziosi tacevano in petto, privati della voce e del mio rispetto. La paura tracciava lunghi sentieri di pietra e innalzava muri di piombo. Camminavo tra rovi di velluto e rose odorose, ortiche spinose e giunchi di fiume. Ma, in nessun fiume mi ero mai specchiata, Nessuna ferita avevo davvero medicato. Il dolore , serpente scaltro, sa strisciare sottopelle e anestetizzare col suo veleno. Morde solo se guardato. Non ho ucciso mio padre e mai liberato mia madre, schiava di guerra, altra stirpe. Ho lasciato prendessero me, i predatori. Mi sono consegnata al Destino. Nessuno me lo aveva chiesto . Non piangevo nelle notti di violenza, convinta che quello fosse il godimento . Non ululavo alla luna, perché lo sguardo miope mi impediva di distinguerla dalle altre stelle. Non ho tolto le catene ai polsi, persuasa che fossero i gioielli regali della mia tribù. Ecco il Fa...
Anatomia di pensieri e navigazione spaziale