Soffia tenue il vento.
Danzano i fili d'erba.
Fioriscono i tetti della città.
La bruma è lontana.
Il Duomo s'inginocchia al cospetto dello Stupore del giorno,
come un cavaliere che ha conosciuto il mondo,
servo fedele.
Volteggiano petali nell'aria
verso la terra che da sempre custodisce segreti, corpi e fantasmi.
C'è molta vita attorno
E bisogno di silenzio
Perché nulla vada perduto.
S'invola il fragile rapace.
Sbocciano narcisi, muscari, anemoni e bucaneve.
L'aria sa di salmastro,
ma anche di ghiaccio e di fuoco,
di cenere e di brace,
di sere piovose.
Autunno è già ricordo,
come lo è Inverno,
ora che Primavera racconta di loro.
Attende, invece, Estate.
Di lei non può parlare.
L'aspetta, come una sposa sulla soglia.