A volte sentiamo silenzi che non abbiamo direttamente conosciuto.
Giochiamo con bambole di pezza, mai avute in dono, eppure confidenti di segreti che non ci appartengono.
A volte feriamo con armi che non abbiamo mai impugnato.
O sentiamo tagli netti in punti in cui la pelle pare integra.
Eppure qualcuno ha tagliato.
Esistono paure di vuoti sui cui crinali nessuno ci ha abbandonato, né spinto.
Fobie di distruzioni in una vita di costruzioni.
Terrori di furti in proprietà che che non sono state, in apparenza, violate.
Ci sono animali impauriti e istinti alla fuga che non ci appartengono, eppure fanno scalpitare zoccoli interiori.
Esiste un posto, (forse è lo stesso, chissà?)
in cui si hanno fantasie nitide di luoghi, mai veduti.
Se ne potrebbe descrivere nel dettaglio la consistenza dell’aria, l’odore del vento, la temperatura della sabbia, l’anatomia delle sorgive.
Esistono desideri che nascono già esperti nel cuore principiante.
Aneliti densi di perizie millenarie che disturbano l’ignoranza del vivere.
Come se col vento, in mezzo al brusio del mondo, arrivassero frammenti di non detti che infestano come fantasmi crypte sotterranee.
Ho una crypta.
Tutti ne abbiamo una.