È sera. Le vie sono deserte. Un tipo, lì dietro alla finestra illuminata, suona il pianoforte. Lei l'ascolta, sorseggia del gin mare e, senza che nessuno se ne accorga, sputa l'alga. La userà come segnalibro nel suo quaderno proibito. Sì! Perché lei, lei, dentro ha l'oceano, tutto intero. Lui non se ne accorge, forse non lo sa, ed infatti, continua a suonare. In cucina due ballano, sono scalzi. Ci sono piatti sporchi e due dita di Traminer. Quei due, invece, parlano. E lo rifanno. E poi ancora. Si sono amati, solo che non se lo ricordano più. Quella casa sa di cera d'api. Quella di rum e menta. Quella sa di gelso selvatico e fico. Quella sa di tabacco mescolato a due gocce di Yves Saint Laurent. La mia, questa, questa sera, sa di acqua di colonia, quella di zio, il fabbro, che mi faceva autografare i libri di poesia. Dai poeti. Sa dei pini della Sila e della n...
Anatomia di pensieri e navigazione spaziale